Italian

Non sono altro che una delle molte voci della mia generazione. E il nostro potere è nel nostro numero e nella nostra abilità di organizzarci e comunicare. Questi sono i mezzi che abbiamo a nostra disposizione. Nuotiamo in un’incessante onda di informazioni, ma non annegheremo; la democratizzazione della conoscenza può e sarà usata a nostro favore.

Potete sentire le nostre voci?

Noi siamo le donne, i giovani, i precari, i poveri, gli emarginati, gli altri; Siamo svegli e siamo inferociti.

La nostra creatività non sarà soppressa e scambiata per infantilismo passeggero. Le nostre idee non saranno schiacciate dalla vostra visione distorta e statica della realtà. Siamo coscienti. Siamo consapevoli. Siamo svegli.

L’immaginazione conta. L’arte conta. Le parole contano.

Parole costruite e distrutte, modellate e plasmate dalla nostra percezione del mondo. Le parole sono il riflesso consapevole o inconsapevole della nostra stessa coscienza, la palpabile manifestazione delle nostre idee. Le parole riuniscono la gente. Le parole possono darci potere. L’arte può darci potere. L’immaginazione può darci potere.

È arrivato il momento di abbandonare la neutralità che ci è stata imposta sotto il velo della buona educazione.

Non siamo gente di buone maniere. Siamo le bestie che ci avete fatto diventare.

Siamo quelli pericolosi, quelli confusi, quelli paranoici, le vittime, i santi, i peccatori, i neurotici, tutti le rappresentazioni erotiche delle fantasie d’Edipo, le galassie oscure della tua povera immaginazione etero-normativa guidata dal denaro.

Siamo gli altri.

Esistere è resistere quando si sfida lo status quo.

Le nostre voci dovranno essere ascoltate.

Il sonno della pace e dell’assoggettamento è finito da un pezzo.

Ci prenderemo il nostro posto. Ci prenderemo il nostro spazio.

Saremo in piena vista.

Vivremo pienamente, completamente e senza chiedere scusa.

Advertisements